COMUNE DI BERGAMO

La città di Bergamo è una provincia della regione Lombardia, la città si presenta già all’occhio come una suddivisione, fra la parte medioevale arroccata sul colle ( centro politico e religioso) e quella invece edificata in un secondo momento lungo il sezione pianeggiante sottostante le prealpi Orobiche. La città di Bergamo, assieme a quella di Ferrara, Grosseto e Lucca, sono le uniche a mantenere inalterato il centro storico medioevale circondato dalle mura originarie. La zona alta della città ospita una prestigiosa sede Universitaria: la facoltà di lingua e letteratura straniera, oltre ad un Orto Botanico. Per raggiungere la città alta si possono prendere i mezzi pubblici o la funicolare, mentre per chi vuole passeggiare può tranquillamente scegliere uno dei tanti “scorlazzini” (scalinate).

Bergamo Bassa è attraversata dal fiume Morla ed è composta da un insieme di borghi. Nei primi anni del XX sec. fu realizzato il centro di questo segmento cittadino, il quale si fonda sul progetto del Piacentini, in questa nuova parte della città furono collocati i luoghi simbolo del potere istituzionale: Comune, Prefettura e Provincia. La città Bassa ha conosciuto una maggiore espansione a seguito del boom economico, avvenuto negli anni ’60 – ’70.

Si può quindi dire che Bergamo si compone di due città, ognuna con una sua identità, ma che comunque unite da un unico artista, Lorenzo Lotto, che qui realizzò molte delle sue opere sia per la città Alta che per quella Bassa.

Le principali Valli che si trovano nella provincia di Bergamo sono: Val Brembana, Seriana e Scalve. La Val Brembana è anche nota per la presenza delle acque termali del San Pellegrino (oltre alle acque minerali), qui sono anche collocate diverse stazioni sciistiche: Carona, Foppolo, Piazzatorre e San Simone; a queste si aggiungono in oltre due snowpark. Nella Val Seriana si trova la famosa cascata del Serio, la quale compie un salto di più di 300 metri, mentre nella Val di Scalve si trova la stazione sciistica più alta, collocata al di sopra dei 2000 metri.

La provincia di Bergamo ha anche diversi laghi, fra i quali: Endine e Iseo, quest'ultimo condiviso con la provincia Bresciana. Questi laghi in estate si popolano di turisti dediti allo sport come: canottaggio, vela e windsurf.

Visitare la provincia di Bergamo è un obbligo, in quanto il territorio è ricco di storia, intrinseco nella pietra e ancora oggi sono presenti diversi castelli e rocche a testimoniare il celebre passato di questa città, la quale nel '400 ebbe come signore Bartolomeo Colleoni. Tra le diverse mete turistiche, non ci si può non andare a visitare: Cavernago, Malpaga, Pagazzano e Solza; mentre per quanto riguarda gli itinerari della "fede" e i pellegrinaggi uno dei santuari più importanti d'Europa si trova a Caravaggio.

I Castelli Colleoneschi:
Castello di Solza del XV sec.
Castello di Malpaga XIV sec.
Castello di Cavernago X sec.
Rocca di Urgnano XI sec.
Castello di Martinengo
Rocca di Romano XII sec.


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La città di Bergamo era già abitata nel II millennio a.C.,ma fu con gli Etruschi e successivamente con i Galli, che la città acquisì il nome prima di Barra ed in fine di Berghen. La struttura cittadina vera e propria fu realizzata solo sotto la dominazione romana dal II sec. a.C., i romani cambiarono anche il nome alla città, commutandolo in Bergomum. Nell’89 a.C. divenne colonia latina e furono realizzate strade di comunicazioni con i più importanti centri della regioni: Milano, Como e Brescia. Nel 42 a.C. venne proclamata Municipium, donandole quindi la cittadinanza romana. Tuttavia già durante l’epoca romanica la città iniziò ad evidenziare la differenziarione fra la zona Alta e quella Bassa.
Tale suddivisione continuò anche con il disgregamento dell’Impero Romano, sotto il dominio dei Longobardi, si crearono due corti: - Civica – (città Alta) e – Curtis Murgula – (città Bassa) all’interno del Ducato retto dal duca longobardo Wallari. Fu in questo periodo che furono edificati due tempi: la Basilica di Sant’Alessandro e la cattedrale di San Vincenzo.
Con la presa del potere da parte dei Franchi nel 774, fu iniziata la costruzione del Castello di San Vigilio, edificato sul colle omonimo, mentre il potere di governo fu affidato ai Vescovi – Conti.
Nel XI sec. Bergamo divenne Comune autonomo a seguito della cacciata del Vescovo conte da parte dell’aristocrazia cittadina, per amministrare la città furono costituiti: il Consiglio degli Anziani, l’Assemblea dei Cittadini e il Consolato.
Si decise che la cinta muraria (Muraine) dovesse essere estesa anche alla città Bassa, che nel frattempo aveva trovato nel commercio la sua maggiore fonte di reddito. Sempre in questo periodo nella città alta fu costruito il Palazzo del Comune e la chiesa di Santa Maria Maggiore, i cambiamenti strutturali delle abitazioni si trascinarono sino ai giorni d’oggi, ma non intaccarono l'abitato della Bergamo Alta, la quale rimane così come era al tempio Medioevale. La zona bassa della città venne dotata di un canale idraulico per le acque, che favorì la nascita di varie botteghe artigiane e centri di commercio, oltre alla costruzione di nuove piazze per i mercati.
Anche il Comune di Bergamo fu teatro dei continui scontri per il potere fra guelfi (famiglia Colleoni) e ghibellini (famiglia Suardi), che porteranno la città da prima a essere in conflitto con Milano governata dai signori Visconti chiamati in aiuto dalla fazione ghibellina e successivamente a cercare la pace attraverso l’intervento del re Giovanni di Boemia, il quale impose la sua autorità decretando la fine del Comune. Egli iniziò la costruzione della Rocca, la quale fu portata a termine in un secondo momento dai Visconti, i quali conquistarono la città nel 1332, anche loro portarono avanti un progetto strategico militare: la cittadella fortificata sul colle di San Giovanni, attraverso la quale si voleva cercare di mantenere il controllo sulla città, oltre che proteggerla dalla vicina Venezia. Durante la dominazione Viscontea a governare la città fu la figura del podestà, eletto dalla Signoria.
Nel secolo successivo la popolazione bergamasca si rivoltò contro la signoria dei Visconti, per cedersi spontaneamente al dominio della Serenissima, la quale progettò la nuova cinta muraria che raggiunse un perimetro di circa 6000 metri ( mura Venete), la quale era messa in collegamento con la cittadella fortificata, in modo tale da poter difendere anche i borghi presenti all’esterno nell’area pianeggiante. Sotto il dominio della Serenissima la città fu restaurata, in quanto furono aperte nuove piazze e ricostruiti edifici, in oltre Venezia aveva concesso alla città una maggiore autonomia sia di gestione interna, che relativamente alla tassazione, questo favorì l’aumento della ricchezza, la quale fu manifestata attraverso l’edificazione di nuovi palazzi voluti dalla ricca borghesia dei mercanti, molti dei quali furono innalzati in via Pignolo. Una grande opera di questo periodo è la realizzazione dell’ospedale di San Marco, edificato nella metà del ‘400.
Nel XVI sec. la città Alta si dotò di una cinta muraria interna, che costrinse a una nuova rottura del tessuto urbano cittadino, anche dei rapporti fra gli stessi abitanti. Tuttavia questi bastioni non fecero altro che racchiudere la città alta impedendone all’espansione urbana e commerciale. La città Bassa si avvantaggiò di questa chiusura, in quanto le attività commerciali fiorirono sempre di più, soprattutto grazie alla fiera di Sant’Alessandro.
Con il passaggio al dominio Austriaco nel ‘700, l’economia ebbe una fase di ristagno, tuttavia a questa brusca frenata non rispose la struttura accademica, la quale continuò a generare artisti grazie alla scuola di pittura fondata dal Conte Giacomo Carrara, un'altra stella del firmamento artistico fu Gaetano Donizetti compositore melodrammatico.
Con il nuovo secolo Bergamo riacquistò una certa importanza economica, grazie alla presenza di fabbriche tessili e manifatturiere, fu in oltre realizzato il prolungamento che dalla via monumentale della strada Fernandiana conduceva fino alla ferrovia, oggi divenuta Viale Vittorio Emanuele, tale via era l’accesso principale alla città Alta. Nel 1859 Garibaldì entrò trionfante dalla porta di San Lorenzo liberando Bergamo dall’oppressore Austriaco.
Agli inizi del ‘900 furono abbattuti i bastioni della Bergamo Alta, mentre nella bassa furono edificati nuovi edifici in stile eclettico di inizio '900 ad opera del Piacentini, abbattendo in oltre la fiera, in quanto decaduta a seguito della realizzazione della ferrovia direttamente collegata con Milano, la quale aveva a sua volta una fiera ancora più imponente, che riuscì a scalzare quella di Bergamo.
Durante la seconda guerra mondiale, la città non subì i bombardamenti ne dal fuoco alleato ne da quello nemico, tanto che la popolazione volle erigere un tempio alla Madonna, per ringraziarla di questo lieto evento.
Nel 1972 fu inaugurato l’aeroporto di Orio al Serio, oggi divenuto uno scalo importante per i traffici sia nazionali che continentali.

Il tessuto economico della città di Bergamo è trainato principalmente dal settore secondario, composto da industrie meccaniche, dell'abbigliamento e manifatturiero, tuttavia anche il settore terziario e del comparto turistico fanno da volano per l'economia dell'area Bergamasca. Un nuovo business in questo ultimo ambieto è la cura del corpo, tale bisogno ha fatto sorgere diversi centri termali in tutta la provicia, il principale è certamente San Pellegrino, conosciuto soprattutto per le sue acque termali e minerali, al quale si sono aggiunti nel tempo altri centri: Sant'Omobono e Trescore Balneario. Questi centri termali hanno inglobato al loro interno anche altre pratiche mediche dedite alla cura del corpo e al benessere psicofisico.

Il clima della città di Bergamo si presenta temperato, con estati calde e con inverni umidi e piovosi, ma senza la comparsa di nebbie.

Su piazza del Duomo di affacciano gli edifici del potere religioso della città, fra cui il Duomo della città di Bergamo, il quale fu edificato attorno alla metà del XV sec. seguendo il progetto del Filarete, nel ‘600 l’opera fu ritoccata da Carlo Fontana, ma le lungaggini portarono la conclusione del cantiere solo nel ‘800.

L’interno è composto da un’unica navata realizzata su una base a croce latina, adornata in stile barocco con l’aggiunta di tre cappelle laterali. Fra gli artisti celebri che lavorarono alla chiesa c’è anche lo Juvarra che realizzò l’altare barocco intitolato ai santi Fermo, Rustico e Procolo, mentre nell’abside si trova il coro ligneo ornato da intagli. Celebre è il tesoro del Duomo, il quale si compone di vari arredi e dalla croce posta sull’altare maggiore opera dell’orefice Ughetto.

Il Battistero fu edificato nel ‘300 davanti ai giardini del Vescovo, protetto da una cancellata in ferro battuto. Il coronamento superiore, dove si trova la loggia, è decorato con otto statue in marmo rosso di Verona raffiguranti le Virtù, le quali si susseguono per tutta la base ottagonale dell’edificio, alternate a una serie di colonnine.

La Basilica di Santa Maria Maggiore fu edificata sulle fondamenta di una precedente risalente al VII sec., i lavori iniziarono nel XII sec. e si conclusero solo due secoli dopo a causa della mancanza di fondi. Il campanile fu realizzato solo nel XV sec. assieme alla sagrestia. All’interno del tempio si accede varcando la Porta della Fontana opera di Pietro Isabello,

lo stile utilizzato è quello romanico suddiviso in tre navate impreziosite da arazzi, in uno dei quali è ricamata la vita di Maria e la Crocefissione. All'interno della basilica sono conservate le spoglie del celebre musicista: Gaetano Donizetti. Sei candelabri in bronzo conducono al presbiterio ove si trova un coro ligneo intarsiato realizzato nel ‘500, con raffigurazioni di storie tratte dal Vecchio Testamento. La cupola sormontate le navate è di forma ottagonale, composta da tre ordini di gallerie, mentre i matronei posti sulle due navate laterali furono in seguito chiusi, per lasciare spazio alle decorazioni. Nel ‘300 fu realizzato il portale che si affaccia su piazza del Duomo, l’opera fu affidata a Giovanni da Campione, l’ingresso è antistante una scalinata di marmo bianco e nero, la quale si conclude con due leoni in marmo rosso reggenti due colonne, che a loro volta fungono da sostegno per l’arco adornato da bassorilievi, a terminare l’opera è una loggia, che accoglie la statua di Sant’Alessandro a cavallo, fiancheggiata da quelle dei Santi Barnaba e Vincenzo , ed in fine sopra quest’ultima fu realizzata un’edicola con tetto a forma piramidale con all’interno la statua della Madonna con Bambino.

La cappella dei Colleoni fu realizzata nel XV sec. per volere del condottiero della Serenissima Bartolomeo Colleoni, che fece demolire la vecchia sagrestia della Basilica di Santa Maria Maggiore, dando l’incarico a Giovanni Antonio Amadeo di realizzare il

proprio mausoleo, il cui ingresso doveva essere indipendente da quello della basilicadi Santa Maria Maggiore. L’opera si concluse dopo la morte di Bartolomeo imponendosi come capolavoro del rinascimento lombardo. La facciata si apre con marmi policromi, la base quadrata si compone di formelle sulle quali sono raffigurate scene del vecchio testamento e di Ercole. L’interno del mausoleo è adornato in stile gotico con rifacimenti settecenteschi, qui è collocato il sarcofago d’orato del Colleoni poggiante su colonnine sorrette da leoni, il mausoleo è anche il luogo dove riposano le spoglie di Medea Colleoni figlia del condottiero. Le pareti sono affrescate in epoca successiva, per quest'ultima opera fu incaricato anche il Tiepolo, che affrescò le lunette nel XVIII sec. con alcune scene della vita del Battista.

Le fondamenta della chiesa hanno origini antiche risalenti al VI sec. , l'edificio fu riedificato durante il XV sec. e XVIII sec., l’interno del tempio è composto da un'unica navata adornata da otto cappelle laterali, sormontata da una cupola emisferica. Sul sagrato antistante la chiesa è innalzata una colonna composta nel ‘600 in ricordo del luogo del martirio di Sant’Alessandro. Al tempio è in oltre annesso un campanile costruito nel ‘800 e terminato nel secolo successivo, l’elaborazione di tale opera risentì degli stili artistici dei due periodi: neoclassico ed eclettico.

La chiesa di S.Andrea sorse nel corse dell’800 su di un impianto preesistente ad opera dell’architetto Ferdinando Crivelli. L’edificio è ripartito su due livelli, dove quello inferiore fu successivamente utilizzato come teatro, mentre al piano superiore si trova l'aula della chiesa con l’altare maggiore decorato da una pala raffigurante la Madonna con bambino adornata da santi, opera dell’artista bergamasco Moretto.

La chiesa fu edificata nel XVII sec. dai domenicani, il tempio si compone di un’unica navata adornata sui alti da dieci cappelle, fra le opere custodite all'interno del tempio di notevole rilevanza troviamo il coro ligneo intarsiato risalente al '500, il quale non era stato realizzato per questa chiesa, ma per quella dei SS. Stefano e Domenico edificata nella Bergamo Alta, che purtroppo andò perduta tra le fiamme. Un’altra opera fu recuperata dalla chiesa di SS. Stefano e Domenico, la pala d’altare di Lorenzo Lotto, che fu collocata sull’altare maggiore.

La chiesa intitolata a San Bendetto fu eretta nel ’500 ad opera di Pietro Isabello. Il tempio ha una facciata decorata in cotto, l’interno è composto da una pianta a croce greca sormontata da una cupola. Alla destra dell’edificio si trova il chiostro in stile rinascimentale, decorato con lunette affrescate con le storie di san Benedetto.

La chiesa è costruita su una pianta circolare con quattro absidi, il materiale utilizzato per la costruzione è di semplice pietra arenaria, adornato solo da una seria di archetti pensili. L’interno è affrescato con una serie di rappresentazioni sulle Storie della Croce. La chiesa fu rimaneggiata neI secoli già a partire dall' XI sec., fu solo con l’ultimo intervento che si realizzò la lanterna.

La chiesa originaria risaliva al VIII sec. , la quale fu ricostruita in stile romanico durante il medioevo, per essere nuovamente ritoccata nel ‘400, mentre la facciata fu completata solamente nel ‘900. L’interno è composto da un’unica navata, di rilevante bellezza sono i cicli d’affreschi dedicati alla vita di Maria, opera di Lorenzo Lotto, che adornano la cappella alla sinistra del presbiterio. Scendendo nella cripta sono ancora visibili gli affreschi originali del ‘200.
La chiesa si affaccia ove è ancora presente l’antico pozzo, ancora utilizzato dalla popolazione.

Il convento venne fondato dall’ordine degli eremiti nel ‘200, i corpi di fabbrica che lo compongono furono eretti in secoli diversi, la chiesa nel ‘300 e nel ‘500 il chiostro. Con la scesa di Napoleone in Italia, l’ordine del convento fu soppresso e l’edificio fu utilizzato come caserma militare annettendoci un ospedale. Nel corso dell’800 fu rielaborata la chiesa a tal punto da edificare un secondo piano all’interno della stessa, compromettendo tutte le opere che erano custodite. La chiesa fu nuovamente restaurata dopo che fu ceduta al comune di Bergamo nella seconda metà del ‘900, il quale ne fece una sede espositiva per mostre temporanee, mentre l’adiacente convento fu utilizzato come sede universitaria.

Il monastero fu rimaneggiato da Pietro Isabello nel corso del ‘500 in stile rinascimentale. La chiesa annessa al complesso monasteriale presenta decorazioni in cotto con la facciata culminante in un timpano. L’impianto della chiesa ha un unico ambiente, dove è compreso uno spazio solo per le monache di clausura. Ad unire gli edifici è il chiostro composto da tre lati con un portico ad archi poggianti su colonne, le cui lunette furono affrescate nel ‘500 da Cristoforo il Vecchio con raffigurazione della vita di San Benedetto.

La scuola dell’Accademia Carrara deve le sue origini al conte Carrara che la fondò nel 1783; nel 1795 fu annessa anche la pinacoteca composta dalle opere private del conte. Alla morte del conte l’accademia continuò a vivere grazie al testamento lasciato dallo stesso mecenate. Nella seconda metà del ‘900 subentrò alla guida dell’Accademia il comune di Bergamo. Con il tempo la galleria si ampliò sempre di più grazie ai lasciti privati. Tra i molti autori bergamaschi sono esposte opere di Giovanni Battista Moroni e di Lorenzo Lotto, accanto a queste opere si affiancano quelle di grandi maestri come Raffaello, Tiziano, Tintoretto e Mantegna.

La casa dell’arciprete fu edificata su progetto di Pietro Isabello nel XVI sec. , l’edificio è collocato al n. 3 di via Donizetti. L’abitazione fu abitata fino alla metà del ‘900 per poi essere utilizzata come Museo Diocesano. L’edificio presenta una facciata marmorea suddivisa da due cornicioni adornati da lesene.

Il palazzo della Misericordia era un istituto di beneficenza istituito nel XIII sec. ed è ancora oggi presente sul territorio; nel ‘400 comprò dal comune di Bergamo l’attuale caseggiato appartenuto alla famiglia Colleoni e dal 1906 racchiude al suo interno anche il Museo Donizetti. Lo stabile nel corso del tempo subì alcune modifiche, l’ultima delle quali durante il XVII sec.; all’interno si trova il cortile del palazzo, mentre uno scalone a doppia rampata conduce al piano nobile, dove è stato allestito il museo, il quale si compone di vari oggetti appartenuti al maestro Donizetti, comprese stampe originali e libretti d’opera.

Il palazzo fu edificato nel ‘XVII sec. di fronte alla chiesa di sant’Andrea, per volere del nobile Francesco Moroni. Al centro della facciata del palazzo si apre il portale decorato a bugnato, che attraversandolo conduce al cortile interno, adornato da una grotta con nicchia, nella quale fu collocata la statua raffigurante il dio Nettuno. Uno scalone affrescato con motivi delle Virtù conduce alle sale dei piani superiori, fra le sale si ricorda quella adornata dalle scene della Gerusalemme liberata e la Sala dei giganti.

La porta di Sant’Agostino fu realizzata seguendo il progetto di Paolo Berlendis, che la disegnò nel ‘500, sempre nello stesso secolo, lungo la direttrice della porta si trova anche una fontana che accoglieva con solennità coloro che entravano da questo ingresso rivolto verso la città di Venezia.

 

Per realizzare questa porta fu demolita la basilica paleocristiana del IV sec. dedicata al patrono della città di Bergamo, a ricordare il tempio su edificata una colonna con una lapide.

Porta S. Giacomo fu realizzata in marmo bianco ad opera di Bonaiuto Lorini sul finire del ‘500, il nome alla porta fu dato dalla chiesa attigua che venne demolita per far posto ai bastioni. La porta ha un aspetto imponente, questa caratteristica sovviene dalle otto colonne che la compongono, questa è l’unica delle quattro porte della città ad essere stata costruita utilizzando il pregiato marmo.

 

Porta San Lorenzo oggi è denominata anche Porta Garibaldi, in onore dell’unificatore d’Italia, il quale varcò questa porta per entrare in città nel 1859. Questa porta fu costruita con materiali semplici, fu chiusa per un breve periodo nel corso del ‘600 in quanto non si riusciva a sorvegliarla con diligenza.

La costruzione della rocca fu iniziata nel ‘300 sul colle di sant’Eufemia per volere di Azzone Visconti. Successivamente fu alzata una cinta muraria compresa di mastio, quest’ultimo composto da quattro torri di cui ne resta solamente una. All’interno della cinta di mura fu in oltre inglobata la stessa chiesa intitolata a sant’Eufemia. Agli inizi del XX sec. la rocca fu restaurata e revisionata in stile medioevale riportando la struttura a come doveva essere agli albori. Oggi all’interno dell'edificio è custodito il museo della storia di Bergamo.

Disco delle Vette

La torre del Gombino fu eretta nel XII sec. dalla famiglia Zoppo, per simboleggiare il loro potere e la classe sociale a cui apparteneva. La torre si eleva per circa 52 metri.

La Cittadella fu realizzata per volere di Bernabò Visconti nel corso del ‘300, per controllare la città. Fu realizzata da prima la cinta muraria con le torri e in seguito gli alloggi per i militari. Con l’avvento dell’età Veneziana la cittadella fu utilizzata non più per scopi militari, ma civili, qui fu fondato il museo Archeologico voluto daL Maggior Consiglio della città di Bergamo, successivamente fu instaurato anche il museo Civico di Scienze Naturali.

 
P.zza Cittadella - Palazzo Roncalli
Torre della Cittadella

Su piazza del Duomo si affacciano gli edifici del potere religioso della città:
il Duomo, che fu edificato attorno alla metà del XV sec. seguendo il progetto del Filarete, nel ‘600 l’opera fu ritoccata da Carlo Fontana, ma le lungaggini portarono la conclusione del cantiere solo nel ‘800.
Il Battistero, il quale fu edificato nel ‘300 davanti ai giardini del Vescovo, protetto da una cancellata in ferro battuto.
La Basilica di Santa Maria Maggiore realizzata sulle fondamenta di una precedente chiesa risalente al VII sec., i lavori iniziarono nel XII sec., ma fu conclusa solo due secoli dopo a causa della mancanza di fondi. Il campanile fu realizzato solo nel XV sec. assieme alla sagrestia.

La cappella dei Colleoni, che fu realizzata tra il XV sec. per volere del condottiero della Serenissima Bartolomeo Colleoni, che fece demolire la vecchia sagrestia della Basilica di Santa Maria Maggiore, dando l’incarico a Giovanni Antonio Amadeo, di realizzare il proprio mausoleo, che avesse comunque un ingresso indipendente dalla basilica. L’opera fu realizzata dopo la morte di Bartolomeo imponendosi come capolavoro del rinascimento lombardo.

 
Cappella Colleoni
Duomo
S.Maria Maggiore
Battistero del XIV sec.

Piazza della Libertà fu realizzata a seguito dell’abbattimento dell’ospedale di San Marco, sulla di essa si affaccia il palazzo della Libertà avente un impianto in stile razionalista con un porticato sorretto da sedici colonne, la borsa merci opera del Piacentini che fu completato solo dopo la seconda guerra mondiale dall’architetto Sandro Angelini. Al centro della piazza è collocata la fontana con vasca ottagonale, mentre da una parte fu collocata la scultura inneggiante la prosperità.

La piazza è sovrastata dalla trecentesca torre della Cittadella, la sua forma geometrica è rettangolare e su di essa si affacciano diversi edifici, lasciando tuttavia un lato aperto al panorama verso le Prealpi. Sempre sulla piazza si affaccia il settecentesco palazzo Roncalli, il quale un tempo presentava una facciata adornata da affreschi , nel centro della facciata si trova il portale incastonato fra due colonne reggenti una balconata.

Palazzo Roncalli

Piazza Vecchia fu il risultato della demolizione di diverse abitazioni medioevali nel corso del ‘400, per ricavare un ampio spiazzo ove fu collocata la fontana voluta dal Podestà Contarini realizzata da Zandobbio, mentre tutt’attorno si trovavano i maggiori palazzi della città:
La Torre Civica del XI sec. fu edificata dalla famiglia Suardi, ma nel tempo subì diverse modifiche, che la portarono all’attuale altezza di 54 metri. Fu anche usata come prigione per un certo periodo, ma successivamente vennero sorrette le campane e collocato l’orologio, trasformandola in torre campanaria, la quale alle 22.00 di ogni sera rintocca 180 volte, il segnale che un tempo sanciva il coprifuoco cittadino.

Il Palazzo della Regione, risalente XII sec. , subì diversi mutamenti nel corso dei secoli, nel ‘400 si realizzò lo scalone coperto che conduce all’attuale Museo (esponente gli affreschi derivanti da chiese e palazzi), i fornici e le trifore ogivali, oltre a cambiare la direzione del frontone che un tempo era rivolto verso piazza del Duomo. Nel ‘500 un incendio devastò il palazzo, fu dato l’incarico a Pietro Isabello di restaurarlo, il quale realizzò anche una loggia al pian terreno e il grande salone al piano superiore, il quale presenta il classico finestrone centrale in stile veneziano sormontato da un bassorilievo raffigurante il leone marmoreo di San Marco. nel portico si trova una meridiana realizzata sul finire del ‘700

Palazzo nuovo progettato da Pietro Ragnolo e rielaborato dallo Scamozzi, all’interno del quale si trova la Biblioteca Civica di Angelo Mai fondata nel ‘700, qui sono custoditi incunaboli del XIII sec. e codici. Fra i vari libri si trova anche l’archivio storico di Bergamo .

Il Palazzo del Podestà di Venezia edificato nel ‘300 dalla famiglia dei Suari, affrescato solo sul finire del ‘400 dalla mano del Bramante, in quanto l’edificio era divenuta la sede del Podestà. Oggi l’edificio ospità la sede dell’università di Bergamo.

Biblioteca Civica
Luci notturne
Torre Civica - Il Campanone
Palazzo della Regione
Luci notturne
Meridiana del Sole

Il viale è fiancheggiato da una serie di portici, realizzati dai mercanti nel XVII sec. , ove poter effettuare le contrattazioni . lungo il viale si trova in oltre il teatro intitolato a Donizetti, edificato nel ‘700, ma con la facciata ultimata nel secolo successivo.

Il teatro sociale fu costruito nei primi anni dell’800 da Leopold Pollack per espressa volontà dei membri dell’aristocrazia cittadina, che avevano visto bruciare il teatro della città Bassa e demolito quello della cittadella. Il teatro fu strutturato in stile neoclassico , composto da tre ordini di palchi disposti a ferro di callo. Con l’inizio del ‘900 il teatro fu abbandonato e lo stato di abbandonò rese inagibile la struttura. Oggi il teatro è stato restaurato, ed è utilizzato per mostre espositive temporanee.

Vista Bergamo Alta
Funicolare per Bergamo Alta
Santa Grata
Strade di Bergamo Alta
Chiesa di S.Pancrazio
Porta Nuova - Bergamo Bassa
Torre in Memoria ai Caduti della Grande Guerra
Sky Line delle Alpi Bergamasche
Sky Line della Pianura Padana