REGIONE PIEMONTE

La regione Piemonte è collocata a settentrione della penisola italiana, la quale confina con la Francia, la Svizzera e le regioni Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia e la Liguria. Essa è la seconda regione in Italia per estensione, ma con una densità di popolazione inferiore alla media nazionale. Le province della regione sono: Alessandria, Cuneo, Asti, Biella, Novara, Torino, Vercelli e Verbania. La cornice morfologica della regione comprende prevalentemente zone collinari e montuose, ma scendendo verso est, fra Novara e Alessandria, i rilievi si fanno meno scoscesi, sino a lasciare il posto alla pianura Padana; sul territorio sono presenti diversi laghi, i quali per la maggior parte fungono da confine naturale a nord, essi creano un paesaggio simile alla Svizzera, sui quali si riflettono ville e luoghi religiosi. Il lago Maggiore è il più esteso e segna un tratto del confine con la Lombardia, a seguire in ordine di grandezza  troviamo il lago d’Orta e Cusio. Orta San giuliano è una delle mete più gettonate, in quanto l’isola di San Giuliano posta nel mezzo del lago l’Orta, è un luogo unico, dove ci si immerge in un insieme di vicoli che conducono verso l’edificio romanico.

Il sacro monte di Orta è invece una meta religiosa per il complesso realizzato alla fine del XVI sec. Sulla sponda del lago Maggiore, quella che punta verso la Svizzera, è possibile raggiungere il monte sacro della Santissima Trinità. Sul territorio si trovano anche alcuni centri termali, un esempio è Acqui Terme, il quale era in uso già ai tempi dei romani. I fiumi che attraversano le terre piemontesi sono molteplice, ma il più importante è il Po, nel quale confluiscono diversi affluenti: Dora Riparia, Dora Baltea, Stura, Sesia, Ticino, Taro, Bormida. Negli anni ’70 si è registrato un calo delle nascite, il quale non è stato compensato dalle immigrazioni interne provenienti dal sud della penisola, in oltre il saldo negativo demografico si accompagna ad un invecchiamento della popolazione, dovuta a un miglioramento delle tecniche mediche e al un miglior tenore di vita. La densità di popolazione ha una maggiore concentrazione nelle aree della provincia di Torino ed in quelle industrializzate, mentre risultano spopolate le aree del Monferrato, delle Langhe e la montagna Alpina.
PROVINCE DELLA REGIONE

INFORMAZIONI TURISTICHE

STORIA

La regione Piemonte trova nei Liguri i suoi primi abitanti assieme ai Taurini e da queste radici si sono poi susseguiti vari popoli come gli Etruschi e i Romani, con questi ultimi si arriva alla nascita della Gallia Cisalpina, divisa in due regioni: Transpadana e Ligure. Con la fine dell’impero Romano varie potenze si susseguirono al comando di queste terre, Bizantini, Ostrogoti, Longobardi ed infine nel 773 il territorio fu dominato dalla presenza dei franchi con Carlo Magno. Il nome Piemonte sembra derivi da una iscrizione su di un documento del XII sec. Codex Astensis nel quale tale territorio era compreso fra la Dora Riparia e il Sangone, poi esteso al Monferrato. Nel XIV sec il Piemonte è posto sotto l’influenza di Carlo d’Angiò, che venne cacciato dalle forze congiunte di Asti, Monferrato, Genova e Pavia. Nascono in questo periodo le signorie dei Visconti, degli Asti e dei Savoia e questi ultimi furono coloro che detennero il più grande potere assieme ai Paleologi del Monferrato. Naturalmente le lotte per il potere non terminarono, in quanto tutti cercarono di strappare i possedimenti al vicino, questo modificò anche l’assetto politico, in quanto i Visconti donarono Asti e Ceva alla figlia che andava in sposa a Luigi d’Orlèans, fratello del re di Francia, ma si tennero Novara, Vercelli, Alessandria e Tortona. Quando la casata dei Visconti si smembrò, le terre furono nuovamente allo sbando e libere di essere conquistate, successivamente Carlo V donò il Monferrato ad duca di Mantova ed alcuni territori dei Savoia furono occupati dai francesi che li posero sotto il governo dei Saluzzo. Con la pace di Chateau Cambresis Emanuele Filiberto iniziò a ricostruire il suo regno, ma Torino, Pinerolo, Chieri, Chiasso furono tenuti sotto la morsa francese. Nel 1720 con il trattato dell’Aia i Savoia ottengono come loro possedimento anche la Sardegna. Il XVIII sec. per il Piemonte è un periodo florido, nel sistema economico agricolo si andarono ad instaurare le mezzadrie e con il buon assetto economico iniziarono ad aumentare le nascite, in oltre a seguito del potenziamento degli scambi commerciali con la Francia e la Svizzera, nel 1778 si decise di aprire nuove strade e vie di comunicazione. L’economia dello stato stava funzionando, anche se la vita di corte era veramente molto dispendiosa. Il Piemonte si vedrà anche al centro della storia dell’800 a seguito della nascita del regno d’Italia (1861) che rimase comunque il fulcro dell’amministrazione dello Stato. Nella lotta alla sopravvivenza della II guerra mondiale nacquero diverse frange antitedesche, purtroppo le città di Novara ed Alessandria furono colpite gravemente a seguito dei bombardamenti degli alleati.

ECONOMIA

L’agricoltura non occupa una grande fetta dell’economia della regione Piemonte, questo è dovuto oltre che dalla morfologia del territorio, anche dalla presenza di molti fontanili. La risorsa principale di questo settore rimangono comunque le risaie collocate nei territori di Vercelli e Novara, in quanto la regione è ai vertici per la produzione di riso, a tal punto da fornire da sola il 60% del fabbisogno nazionale, ma i produttori guardano anche oltre i confini territoriali cercando di esportare il proprio prodotto anche all’estero; le piantagioni si sono diversificate anche per tipologia del chicco e per specie. Il terreno è favorevole per la produzione di mais e frumento, di prodotti ortofrutticoli, alberi da nocciole, non ultimo di viti per la produzione di vino, fra le varie etichette ricordiamo le celebri del Monferrato e delle Langhe. Tra gli anni 60’ e 70’ il settore trainante fu quello manifatturiero e dal settore dell’auto, quest'ultimo in forte espansione, successivamente con il progresso si è dato vita ad un nuovo settore, quello dell’elettronica e dell’alta tecnologia, questo ha portato quindi a una crescita dei centri industriali meno importanti come quello di Ivrea, oppure nel canavese dove è concentrato il settore delle telecomunicazioni (es. Olivetti). Nella provincia di Biellese è il tessile il settore trainante, mentre a Cuneo, nell'Astigiano e nell’Albese sono le industrie di trasformazione dell'agroalimentare e dolciario, qui sono anche collocate diverse aziende della produzione di "bollicine", come Cinzano, spumanti Gancia, Martini e l'industria dolciaria Ferrero. Altri settori importanti per il tessuto economico sono l’oreficeria nel Valenzano Po e l’area di Bra per i laminati plastici. Attualmente si cerca di rilanciare l’economia piemontese attraverso una rete di informazioni basata su ricerche tecnologiche, in oltre si è creata un’agenzia regionale per gli investimenti. Il settore leader è sicuramente il terziario, che accompagna l’azienda nel suo iter giornaliero attraverso la formulazione di servizi come il marketing, l’engineering, la pubblicità, il design, il credito, l’assicurativo e i trasporti. Questi ultimi sono i meglio organizzati in quanto la regione si trova a cavallo di molti snodi ferroviari del continente e centro di smistamento; con la Francia i contatti del trasporto di merci e persone è permessi grazie al colle della Maddalena, colle del Monginevro, il traforo del Frejus, Moncenisto, mentre il valico del Sempione crea il collegamento con la Svizzera. La regione è anche attenta al turismo, non solo a quello di interesse sportivo (impianti sciistici) e culturale, ma anche naturalistico, grazie soprattutto alle bellezze naturali che si possono incontrare su tutto il territorio, partendo dalle Alpi, giungendo in pianura, dove sono state ritagliate aree protette.

Una di queste aree protette è il Gran paradiso, che si estende per 700 km quadrati tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, dalla Valle di Cogne a quella di Rhemes. Fu istituito nel 1922 a tutela di alcune specie animali come il Camoscio e lo Stambecco, alle quali si sono aggiunte le marmotte, i caprioli, le lepri, le volpi, gli scoiattoli e le martore, oltre a tante varietà di uccelli. Anche in provincia di Torino si trova il parco della Mandria, il quale faceva parte del complesso della reggia di Venaria Reale. Il Piemonte risulta essere una regione molto boscosa, soprattutto nelle zone collinari e montane, la vegetazione è formata da abeti, larici, pini e faggi, oltre che da castagni e querce, mentre lungo le sponde dei laghi sono presenti anche delle palme, ovviamente impiantate dall'uomo per creare un'atmosfera esotica.

GASTRONOMIA

Quando si parla della regione Piemonte in campo culinario subito pensiamo al tartufo Bianco d’Alba, celebre in tutto il monto, tanto che l’asta per poter accaparrarsi questo prodotto si svolge su piattaforme web on-line. La cucina piemontese è un insieme di sapori, un mix di alta cucina e tradizione contadina dove si abusava di aglio per condire ogni alimento, a tal proposito il piatto per eccellenza a base di aglio è sicuramente la Bagna Cauda (minestra di acciughe e aglio), ma anche gli antipasti ne sono guarniti come la Soma (composto da chicchi d’uva), oppure la carne cruda con la sola aggiunta del succo di limone.
Le tavole piemontesi si distinguono soprattutto per come si presentano, in quanto sono gli antipasti a far da apri pista nella carrellata di piatti regionali, i formaggi hanno una notevole importanza, fra i primi prodotti regionali c’è sicuramente il formaggio Bra, il gorgonzola, il Toma delle Langhe, la robiola, il Murazzano, il Raschera, il Battelmatt e la Seirass (ricotta). Come dimenticare i Grissini Piemontesi di cui tanto era anche ghiotto Napoleone, i quali sono utilizzati negli antipasti o al posto del pane e della polenta; appunto la polenta, colei che è in quasi tutte le cucine d'Italia, la quale può essere condita con la fonduta di formaggi, oppure con i tartufi o fontina e ragù, oppure con un  semplice ragù rosso, insomma per chi non sa come soddisfare gli amici, la polenta rimane sempre il piatto ideale.
Le verdure cotte o crude sono sempre le principesse degli antipasti, come i carciofi ripieni (vitello, pollo, tartufo e prosciutto cotto) o la salsa russa ( composto di verdure lesse amalgamate assieme alla maionese).
Le molteplici ricette di primi piatti si differenziano fra minestre, risotti, tagliatelle e pasta fresca. La Brudera è un risotto condito con un brodo di carne ottenuto con il sangue del maiale e bollito di gallina, il riso è anche ottimo per i ripieni come nel caso dei peperoni alla Torinese. La Sciughèt è una minestra cotta con latte e vino rosso, resa densa dall’aggiunta della farina. Fra i primi piatti risaltano sicuramente gli Agnolotti (pasta ripiena di carne di manzo, maiale, prosciutto, grissini sbriciolati, uova e noce moscata) i quali possono essere conditi con qualsiasi tipologia di sugo o semplicemente burro, salvia e tartufo.
Il tartufo va in scena in quasi tutti i primi piatti come anche per le tagliatelle. Anche le patate diventano regine del primo piatto con gli gnocchi di patata alla bava, mentre se rimaniamo sulla pasta abbiamo da presentare la lasagna all’Albese, che nulla ha da invidiare alle lasagne di Bologna.
Fra i secondi piatti di carne è al primo posto il brasato al Barolo, ovvero il manzo cotto con verdure rosolato con il Barolo in notevole abbondanza. La Finanziera è uno stufato con un insieme diverso di carni condite con piselli e funghi, a seguire fra le carni spicca il coniglio nella variante Astigiana, il Friccandò (salsiccia, manzo e pollo), ma sicuramente non si tralascia nulla in quanto nella padella del fritto finiscono molti tranci di carne: scaloppine di vitello, braciole d’agnello, fegato, pollo, salsiccia etc…tutto a creare il Fritto Misto alla Piemonte. Un altro piatto alternativo sono le lumache con salsiccia o solo cotte con salsa al pomodoro.
Anche in Piemonte le rane fanno parte della dieta della popolazione, le quali posso essere preparate fritte o alla Vercellese. Se non avete tempo per cucinare, molto semplice è la preparazione della bistecca alla Torinese, cucinata con grissini sbriciolati, al posto del pan grattato.
Fra le delizie di questa regione non si possono dimenticare i salamini del Mondragone, il salame dla Duja , il salame d’oca di Novara e lo Spalot di Biella (spalla di maiale).
Grazie alla presenza di fiumi e laghi, gli allevamenti di pesce d’acqua dolce abbondano, così la trota diventa un piatto per tutti, servita in tavola dopo una cottura di solo burro e olio.
Anche la pasticceria Piemontese ha una storia da raccontare, come il Gianduiotto, oggi venduto in confezioni dalla grande distribuzione, ma che ha tutto un altro sapore preparato dalle mani dei mastri pasticceri.
La crema spalmabile alle nocciole, che nulla ha a che fare con quella venduta dalla grande distribuzione, è la Giacometta, una prelibatezza per golosi che sarebbe un peccato mortale non assaggiarla. Immancabili sotto le feste invernali sono i Crumiri di Casale di Monferrato e gli Amaretti di Saronno. Regina dell’Autunno è la castagna, la quale è resa materia prima d’eccellenza dalla pasticceria locale, che la lavora sino ad ottenere budini, semifreddi e creme.
Intramontabili sono i Savoiardi utilizzati in molte ricette dolciarie di tutta Italia, presenti nei banchi della grande distribuzione  a seguito del processo industriale.
Tra i vini celebri della regione Piemonte ricordiamo, oltre al Barolo DOCG e Barbaresco DOCG, il Barbera d’Alba, Barbera del Monferrato, Brachetto d’Acqui, Cortese del Monferrato, Dolcetto d’Asti, Dolcetto delle Langhe, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, il Ghemme, il Grignolino, il Gattinara, il Dolcetto, Moscato d’Alba, Nebiolo d’Alba, Rubino di Cantavenna e Ruchè di Castagnole Monferrato.
Oltre ai vini, in Piemonte si producono anche gli spumanti, famosi per tutte quelle bollicine che tempestano il calice durante ogni sorta di brindisi ed eventi, tra questi l’Asti è il più celebre tra gli spumanti, di cui il primo produttore assoluto fu Carlo Gancia.
Anche i liquori hanno ritagliato una loro fetta sulle mense di tutti i buon gustai, come il Vermouth di Torino, ricavato da una concentrazione di mosto bianco arricchito da 30 erbe e altri ingredienti segreti, le uve distillate generano anche ottime grappe come il Brande.