La provincia di Chiesti è prevalentemente collinare e montuosa, con la fascia Appenninica che ricopre tutto il versante ovest della provincia, comprendo al suo interno i Monti della Maiella ( con annessione al Parco Nazionale della Maiella) dove si trovano vette che superano i 2000 metri: Monte Amaro (2793 m.), Monte Tavola Rotonda (2403 m.), Monte Porrara (2136 m.) e Monte San Domenico (1612 m.) Il territorio della provincia è solcato da diversi corsi d'acqua fra i quali si ricordano: Pescara che scorre lungo il confine con l'omonima provincia a nord, Alento che scorre prospiciente alla città di Chieti, Foro, Moro, Sangro che durante il suo percorso forma il Lago di Bomba ( riceve gli affluenti Laio, Avella, Aventino e Parello), Osento, Sinello e il Trigno che svorre a confine con la provincia di Capobasso.

Chieti è posizionata a 330 metri sul livello del mare lungo la riva sinistra del fiume Alento.


Luoghi Religiosi
Palazzi e Monumenti

STORIA

La città di Chieti anticamente era denominata Teate (dal nome della città deriva l’ordine dei Teatini fondato nel XVI sec.), dove era stanziato il popolo dei Marrucini, i quali dopo violenti scontri con i Romani, divennero loro alleati nel III sec. a.C. Nel I sec. a.C. Teate fu nominata Municipium. Durante le invasioni barbariche fu distrutta e successivamente entrò a far parte del ducato di Benevento sotto il dominio dei Longobardi. Successivamente fu conquistata dai Normanni , Angoini ed Aragonesi. Nel '600 la popolazione fu decimata dalla peste. Nel 1860 la città fu annessa al Regno d'Italia.

CLIMA

Il clima della città di Chieti risente sia del flusso benefico della vicinanza al mare, ma tuttavia la presenza e l'esposizione da parte dei venti provenienti dal nord e incanalati lungo la Majella la rendono soggetta ad inverni freddi, che possono far scendere le temperature anche sotto lo 0°C. Le estati invece sono calde dove la colonnina di mercurio può raggiungere i 35°C. Le precipitazioni sono prevalentemente frequenti nel periodo fine autunnale.

INFORMAZIONI TURISTICHE

La cattedrale di Chieti ha origini antecedenti al VIII sec. d.C. , per volere dell’allora vescovo Teodorico I, furono apportate modifiche all’edificio, e rimaneggiata nei secoli successivi. Di fronte alla facciata della cattedrale si pone il campanile, ornato da bifore. La facciata si apre su di una scalinata che da accesso al portale dal quale si accede all’interno elaborato su di una pianta a croce latina suddiviso in tre navate sorrette da pilastri, nella navata di destra si trova il fonte battesimale del XVI sec., mentre all’interno dell’abside di trova la cappella intitolata all’Addolorata, mentre nell’abside di sinistra si trova il busto d’argento di San Giustino. La cripta è suddivisa in due navatelle dove si trovano affreschi risalenti al duecento, dalla cripta si accede alla cappella della confraternita del Monte dei Morti. Fa parte del tesoro della cattedrale un quattrocentesco calice d’argento finemente dorato . Accanto alla chiesa si trova il cinquecentesco palazzo del seminario.

La chiesa intitolata a San Domenico si compone di una facciata in pietra realizzata su due ordini, l’interno del tempio è ad unica navata, dal presbiterio è possibile accedere al museo dell’Arte Sacra; accanto alla chiesa sorge la torre campanaria.

La chiesa intitolata a San Francesco della Scarpa risale al XIII sec. eretta sulle fondamenta di un precedente tempio. La chiesa si apre con una facciata ornata da un rosone composto da archetti e tripartita da lesene con due nicchie al alti del portale. L’interno si compone di un’unica navata con cappelle laterali

Il palazzo Martinelli Bianchi era la sede del collegio dei Gesuiti, oggi è divenuto la sede della Pinacoteca Provinciale, le opere esposte al suo interno ripercorrono un arco storico a partire dal ‘300 sino al XIX sec. Accanto sorge il palazzo Arcivescovile e la quattrocentesca torre merlata.

Il palazzo cinquecentesco del municipio fu eretto in stile neoclassico ed è dalla seconda metà del XIX sec. la sede del Comune della città di Chieti. Nell’atrio si trova il leone di San Marco in ricordo dei profughi Veneziani ospitati durante la prima guerra mondiale e un’opera in ricordo dell’opera del Vescovo Venturi, che si frappose fra la città e i tedeschi, riuscendo ad evitare che fosse presa dal nemico nazista.

Il teatro romano risale al al II sec. d.C. ed aveva un diametro di circa 84 metri, con la Cavea appoggiata lungo il crinale della collina.
Le terme romane si componevano di vari ambienti alimentati dalla cisterna composta da nove sezioni ricoperte da volte a botte
In Piazza dei Tempietti Romani si trova un complesso di edifici romanici che un tempo sostituivano il foro cittadino, fu eretto da Vettio Marcello al tempo di Nerone

Il teatro Marruccino di Chieti fu edificato nei primi anni del XIX sec. su progetto di Eugenio Michitelli , mentre negli anni successivi all’annessione al regno d’Italia il teatro subì diverse modifiche fra le quali anche la collocazione del sipario opera di Giovanni Ponticelli.