La provincia di Catanzaro si estende dal Mar Ionio al Mar Tirreno, dove il territorio è percorso da rilievi montuosi e collinari sia a nord est lungo il confine con la provincia di Crotone e Cosenza, che a sud ovest al confine con la provincia di Vibo Valentia e Reggio Calabria. In questa fascia i rilievi dell’Appennino Calabro raggiungono vette poco superiori ai 1700 metri, tali rilievi si collocano nella sezione nord dove è presente anche il Parco Nazionale della Sila: Monte Gariglione (1765 m.), Monte Scorciavuoi (1745 m.), Monte Timpone Morello (1665 m.) e Monte Reventino (1417 m.). Nella fascia a sud i rilievi sono di poco superiori ai 1200 metri: Monte Trematerra (1228 m.), Monte San Nicola (1260 m.) e Monte Bobbolo (1147 m.).
La catena dell’Appennino Calabro funge da sparti acque per i corsi d’acqua che dai monti scendono verso i due mari. Nel Mar Ionio sfociano: Tacina ( che scorre nella provincia di Crotone, ma la foce è il confine delle due province), Crocchio, Simeri, Alli, Caroce, Ancinale e Assi (quest’ultimo nasce nella provincia di Catanzaro ma ha la foce nella vicina provincia di Reggio Calabria). Nel Mar Tirreno si gettano: Savuto e Lamato (Amato).
La città di Catanzaro è collocata su di un promontorio a circa 300 metri sul livello del mare, incastonata fra un torrente e il fiume Alli, a ridosso della costa Ionica sul golfo di Squillace. La città è sia capoluogo di Provincia che di Regione, al quale però fu affidata solo la sede della Giunta e della Presidenza, mentre il Consiglio Regionale fu dato alla città di Reggio Calabria.

PERSONAGGI ILLUSTRI DI CATANZARO

  • Francesco Acri (filoso)
  • Giovanni Patari (poeta e scrittore)


  • Luoghi Religiosi

    STORIA

    La città di Pescara fondata dai Romani chiamandola Aternum, la città crebbe soprattutto per i commerci che aveva instaurato con Roma, grazie alla realizzazione della via Tiburtina. Con la caduta dell'Impero Romano la città fu devastata dalle popolazioni barbariche, presa dagli Ostrogoti, e in successione dai Bizantini e Longobardi; e da questi ultimi annessa al Ducato di Spoleto. Successivamente nel XII sec. divenne città Normanna e successivamente dominio Svevo, per poi entrando successivamente all’interno del Regno di Napoli nel XIII sec.
    Carlo V fece costruire all'interno della città una piazza forte per respingere gli attacchi dei nemici, che continuamente cercavano di prendere la città. Il periodo fiorente della città durò per tutto il corso del XVII e XVIII sec. fino all'arrivo dell'esercito Napoleonico. Nel 1798 la cittadini di Pescara fecero entrare i francesi in città aprendo loro i battenti delle porte della cinta muraria, ed insieme resistettero all’esercito borbonico. Nel 1927 Pescara fu nominata provincia, nella quale si fuse la vicina cittadina di Castellammare, la quale si trovava sull'altra riva del fiume Pescara.

    CLIMA

    Il clima della città di Pescara è di carattere Mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde ed afose, il clima è in oltre influenzato dai venti caldi che si incanalano lungo la dorsale Appenninica come il Fohn. Le precipitazioni si concentrano in prevalenza nel periodo dell'autunno.

    ECONOMIA

    L'economia di Pescara ha avuto un'evoluzione, in quanto era da sempre identificata come la città dell'abbondanza e della pescosità, ma i forti aumenti dei carburanti e la corsa al ribasso del prezzo del prodotto, hanno spinto molti a chiudere la propria attività. Per quanto concerne l'attività industriale sul territorio provinciale si trovano grandi marchi come il pastificio Dececco ( oltre ad altre marche di prodotti dolciari) e il marchio della moda Sixty. Anche il settore dei servizi e del commercio è in ascesa, sul territorio sono in fatti presenti grandi centri commerciali , oltre a una serie di locali realizzati in zone di riqualificazione cittadina. Non ultimo il turismo è una delle colonne fondamentali della provincia, il quale può contare sia dalla presenza di zone balneari attrezzate lungo il litoraneo Adriatico, piazzandosi ai primi posti nella classifica della zona costiera sud Adriatica, sia per i rilievi Appenninici, dove d'inverno sono aperti gli impianti sciistici, mentre durante le estati gli escursionistici affollano i sentieri e i crinali dei monti.

    Il duomo (dedicato all’Assunta e ai santi Pietro e Paolo) si affaccia sull’omonima piazza, il tempio fu ricostruito dopo la grande guerra, a causa dei danni irreparabili che subì durante i bombardamenti. L’edificio fu realizzato sullo schema della struttura precedente, in stile neoclassico. L’accesso è consentito mediante un atrio sorretto da tre arcate poggianti su pilastri, ai lati del quale si trovano altre due costruzioni sporgenti, in oltre sul lato destro si trova la torre campanaria sormontata dalla statua dell’Assunta. L’interno si suddivide in tre navate sorrette da pilastri, sormontate da un soffitto a cassettoni. Nella sagrestia si trova il tesoro del Capitolo composto da un ostensorio lavorato in argento e una croce in lamina d’argento.

    La chiesa intitolata all’immacolata presenta una facciata barocca del XIX sec. accanto della quale svetta il campanile innalzato su tre ordini. L’interno del tempio è suddiviso in tre navate sviluppate su di una pianta a croce latina

    La chiesa del Rosario è la più antica della città di Catanzaro, la quale si trova alla spalle del Duomo. Il tempio fu rimaneggiato nei secoli, così come la facciata, che fu risistemata nel XIX a seguito del terremoto. Oggi si presenta con una fronte sormontata da un timpano dove è collocato lo stemma della congregazione del Rosario, l’interno è composto da un’unica navata realizzata su di una pianta a croce latina. Nell’abside si trova l’altare maggiore realizzato in marmi policromi sovrastato da quattro colonne in marmo verde